I saluti del Presidente Pietro Civello
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Presidente AGCI Regionale Liguria |
Innanzitutto vorrei dare 2 dati, AGCI fa parte del sistema Cooperativo Italia che conta 43 mila Imprese, 12 milioni di Soci e oltre un milione di occupati siamo impresa di persone e non di capitali, il fatturato del sistema Cooperativo italia è di 127 miliardi di Euro con un’incidenza del 7.5% sul Pil nazionale.
Il mondo della Cooperazione vive oggi un momento molto delicato, dovuto ad una deriva assolutamente liberista verso la quale sembra avviarsi gran parte degli orientamenti degli Stati e verso la quale l’economia globalizzata ha da tempo indirizzato la sua prua.
“La Cooperazioneè un sistema di consumo e di produzione. Ed è anche sempre e più Cooperazione integrale. Che può e deve trovar aperte avvedutamente le vie per le funzioni che avrà nell’avvenire, ormai rivolto a forme di “comunità” in cui convergeranno le attività degli individui”.
Non di rado siamo stati chiamati a contribuire, mettendo a disposizione risorse altrimenti destinate ad incentivi allo sviluppo.
Ciò, però, non basta. E’ necessario agire, con immediatezza e determinazione, seppure con la consapevolezza della limitata efficacia degli interventi dei singoli Stati, per sostenere la crescita, promuovere lo sviluppo ed arrestare il declino verso il quale il Paese sta gradualmente precipitando.
Lo scenario nel quale oggi si svolge ogni tipo di interlocuzione sembra essere dominato da una concezione edonistica della società, dove il bene è confuso con il benessere, dove l’apparire diviene più importante dell’essere, dove sull’altare del successo vengono calpestati anche i più elementari diritti dell’uomo.
Basterebbero solo queste riflessioni per suggerire ad ogni cooperatore la necessità di perseguire l’unità del Movimento, sacrificando ad essa ogni interesse di parte.
Insieme si cresce di più, insieme si cresce tutti, insieme abbiamo maggiori opportunità per affermare i valori e le potenzialità della Cooperazione.
I motivi che hanno ridato vita al sistema cooperazione italia sono quasi tutti riconducibili al ruolo, allora predominante, delle ideologie, al quale neanchela Cooperazioneè stata capace di sottrarsi.
La correttezza nella tenuta della contabilità o nella formazione dei bilanci, ovvero il rispetto per l’ambiente, costituiscono normali obblighi ai quali ogni impresa deve attenersi, pena essere annoverata tra i trasgressori delle regole e per questo perseguita e sanzionata.
Il riconoscimento dell’insostituibile ruolo della Cooperazione quale forma più avanzata di democrazia economica passa attraverso il rispetto delle norme che regolano il funzionamento dell’impresa cooperativa. Esso va salvaguardato e difeso con gli strumenti più opportuni disponibili.
Così come vanno fermamente perseguiti ogni forma di cooperazione spuria, ogni scorciatoia che dovesse essere tentata per aggirare le regole, ogni scostamento dai sani principi mutualistici, ogni disattenzione nei confronti delle pratiche più virtuose.
Essi compromettono l’immagine della Cooperazione, che noi, viceversa, dobbiamo e vogliamo rappresentare e tutelare, e con essa compromettono, inevitabilmente, anche, la considerazione che dobbiamo essere in grado di riscuotere presso tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali.
A tal proposito, uno degli impegni prioritari di AGCI deve essere quello di eliminare ogni forma di “dumping” contrattuale, pratica questa da tempo, purtroppo, presente, pur senza alcun diritto di cittadinanza, nell’ambito della Cooperazione.
AGCI, proprio nell’intento di arginare e combattere il fenomeno della cooperazione spuria, è firmataria, insieme a CGIL, CISL, e UIL, del Protocollo sulla Cooperazione, che ha portato alla costituzione di appositi Osservatori presso le Direzioni Provinciali del lavoro, i quali rappresentano un ulteriore strumento di controllo della corretta gestione dell’impresa cooperativa, dell’effettivo coinvolgimento del socio lavoratore nella sua gestione e della sua sussistenza della mutualità.
C’è una domanda che ci dobbiamo porre con insistenza ed alla quale dobbiamo dare una risposta priva di ogni ipocrisia: quale società stiamo costruendo e quale prospettiva stiamo lasciando alle giovani generazioni?.
Il modello di impresa cooperativa può e deve diventare una delle opportunità a cui i giovani possono rivolgersi per costruire il loro futuro, per crearsi il lavoro della loro vita, per contribuire, da cooperatori, alla crescita del paese e della sua economia.
Sappiamo che non è semplice, ma sappiamo anche che ce la metteremo tutta e sapremo superare la sfida.
Le Nazioni Unite hanno indetto nel 2012 l’anno della Cooperazione.











